20 May 2012

Diete estive e modaiole

Siamo ormai a metà aprile e possiamo dire che l’ inverno è  finito. In questi giorni abbiamo iniziato ad assoporare la prima aria di vacanza che ci è stata regalata dalla Pasqua appena trascorsa. In questo periodo si inizia a cambiare l’ abbigliamento mettendo da parte i pesanti maglioni e cappotti che lasciano spazio ad abiti più leggeri che ci fanno sentire indubbiamente più liberi, ma che hanno lo svantaggio di mettere a nudo anche le nostre imperfezioni che sono rese più evidenti da un colore della pelle molto chiaro. Motivo per cui, con l’arrivo dei primi caldi, forse complice il fatto che siamo un po’ meno vestiti, e perciò più esposti agli sguardi della gente, veniamo presi dalla frenesia di perdere quei chili che ammorbidiscono un po’ troppo il nostro corpo. Ed ecco che improvvisamente le palestre si riempiono e tutti andiamo alla ricerca di questo o quest’altro prodotto che ci viene presentato come la soluzione definitiva al nostro problema di sovrappeso che ci affligge da anni, oppure facciamo ricorso ad un adelle molteplici diete molto di moda in questo  momento di cui tanto si parla in ogni angolo del web e in pressochè tutte le riviste di moda, salute  e bellezza. Che importa di sapere che una dieta iperproteica proprio esente da effetti collaterali non è a causa del fatto che  non è assolutamente bilanciata dal punto di vista dei nutrienti? Quello che interessa è che funzioni, e che  il risultato si veda nel più breve tempo possibile; purtroppo infatti si tende sempre a considerare come unico risultato di una dieta il numero di chili persi e la quantità di tempo necessaria non considerando affatto l’affidabilità del metodo e soprattutto dimenticandosi quelli che sono i principi di una alimentazione equilibrata che ci dia dei risultati soprattutto duraturi.

E che dire dei costi? Sostituti dei pasti, tisane, aromi e quant’altro, proprio a bassi costi non sono. Diciamo che si tratta di diete modaiole il cui fine ultime è quello di portare un bel po’ di soldi nelle tasche di chi ha avuto l’ intuizione di metterle nel mercato.

Tutti parliamo di educazione alimentare, ma poi quello che a me salta all’ occhio è che in vista dell’imminente estate non c’è sana alimentazione che conti : tutti vogliamo vederci più magri e per ottenere questo risultato daremo qualsiasi cosa. Per l’educazione alimentare c’è sempre tempo!

Di diete alla moda ne esistono tante e non voglio stare qui ad elencarle in quanto dappertutto se ne parla sia nel bene che nel male, e la maggiorparte funzionano pure,  nel senso che inizialmente fanno vedere degli ottimi risultati in termini di calo ponderale, ma a parte notevoli effetti dannosi sulla salute, quante di queste permettono di raggiungere effetti duraturi. Se così fosse, il problema sovrappeso e obesità non avrebbe di certo raggiunto le dimensioni attuali. Conosco diverse persone che lottano col problema dell’obesità da molto tempo e non fanno altro che passare da una dieta all’ altra, facendo talvolta uso di sostituti di pasti che hanno la pretesa di prendere il posto delle deliziose ricette proprie della cucina nostrana.

La vera differenza tra ciascuna delle varie diete tanto gettonate in questo momento e la mia amata dieta mediterranea è che con quest’ ultima si prò andare avanti per tutta la vita senza che ci si annoi con ricette sempre nuove , è perfettamente sostenibile in quanto può essere adattata a tutta la famiglia, senza il bisogno di differenziare i pasti fra chi è o non è a dieta. La dieta più adatta a ciascuna persona è quella che rispecchia maggiormente quelle che sono le abitudini alimentari senza imporre scelte a volte poco gradite, facile da seguire nell’ ambito delle proprie abitudini e occupazioni giornaliere, senza eccessive restrizioni che molto spesso hanno l’effeto contrario. Una dieta di questo tipo probabilmente non ci farà diventare delle acciughe da qui a Giugno, ma sicuramente ci può consentire di mantenere nel tempo il frutto del nostro lavoro senza doverci privare di ciò che ci piace.

BUONA PASQUA

Dott.ssa Graziella Perra

INNANZITUTTO PRIMA COLAZIONE

prima colazioneLa prima colazione è il primo pasto della giornata e come tale riveste notevole importanza e non va mai saltata, in quanto l’organismo proviene da numerose ore di digiuno e per affrontare al meglio gli impegni di un’intera giornata, ha bisogno della giusta quantità di energia. Le Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana suggeriscono che ogni giorno la colazione dovrebbe rappresentare circa il 20% dell’intero apporto energetico: in parole povere per un fabbisogno di 1600 calorie, 320 dovrebbero provenire dal primo pasto della giornata. Purtroppo questa sana abitudine spesso non viene seguita, soprattutto nei bambini in età scolare è frequente che questo pasto venga sottovalutato e il più delle volte completamente saltato, senza pensare che così facendo si provoca una disomogenea distribuzione delle calorie giornaliere dando a volte più spazio agli eccessivi e squilibrati spuntini fuori pasto, che a volte sono delle vere e proprie bombe caloriche. Anche fra quelle persone che dichiarano di fare colazione, spesso vi è la tendenza a non assumere la giusta quantità di nutrienti necessari per iniziare nel modo giusto la giornata.
Le ragioni per cui sempre più persone rinunciano a questo importante pasto sono generalmente fretta, desiderio di stare a dormire più a lungo e mancanza d’appetito la mattina. Altra motivazione sbagliata è quella di cercare di ridurre al minimo l’apporto calorico di regimi dietetici ipocalorici.
Contrariamente a quanto si può pensare, una ricca prima colazione non comporta invece il rischio di eccedere nell’apporto calorico giornaliero, infatti numerosi studi dimostrano che i bambini e i ragazzi che hanno questa sana abitudine sono meno predisposti al sovrappeso. Diversi studi hanno invece dimostrato che i bambini che saltano il primo pasto della giornata hanno più possibilità di sviluppare obesità e sovrappeso.
Spesso mi capita che i genitori di bimbi sovrappeso e obesi dichiarano di non capire come mai l’ago della bilancia salga così tanto visto che molto spesso il proprio figlio salta la prima colazione: niente di più sbagliato!
I genitori, sin dai primi anni di vita del bambino, devono educare i propri figli a dare la giusta importanza alla prima colazione e a mantenerne l’abitudine in modo che rimanga radicata sino all’età adulta.
Ma quale deve essere la composizione di una adeguata prima colazione? Innanzitutto deve fornire l’ energia utile a riattivare il metabolismo e a affrontare le prime fatiche della giornata, e quindi non possono mancare i carboidrati, preferibilmente integrali, rappresentati in genere da pane, biscotti, fette biscottate o corn flackes, le proteine fornite da latte o derivati e per concludere, se gradito, un frutto fresco. Per chi non gradisce la colazione dolce l’alternativa può essere del pane accompagnato da formaggio magro.
Nei bambini e nei ragazzi che hanno la tendenza di saltarla, consiglio di procedere a piccoli passi, senza imporre degli schemi troppo rigidi, partendo dagli alimenti maggiormente graditi in piccole quantità che andranno via via incrementate.

Buon Anno a Tutti

Auguro a tutti un 2012 speciale!!!!!!!!!!!!!

buon 2012

Graziella Perra

CALOROSI AUGURI DI BUON NATALE!!!!!!

Babbo Natale

BUONE FESTE A TUTTI!

Graziella Perra

Arrivano le feste

Albero di NataleA breve sarà Natale e già da un po’ qualcuno mi chiede consigli su come fare per superare nella maniera più indolore possibile questo lunghissimo periodo in cui le tentazioni alimentari la fanno da padrone: è infatti normale che chi è a dieta da molto tempo ha paura di rendere vani gli sforzi fatti e di vedere sfumare i risultati raggiunti con tanta fatica. Superare questo periodo senza troppi danni si può semplicemente mettendo in atto qualche accorgimento e senza necessariamente privarsi delle varie occasioni conviviali che fanno parte della nostra tradizione.

Un primo consiglio fondamentale che mi sento di dare è quello di giocare d’anticipo e iniziare a lavorare sin d’ora; la maggior parte delle persone pensa che iniziare un programma alimentare in questo periodo sia tempo perso, ed è qui che si fa l’errore maggiore. Innanzitutto non esiste un periodo giusto o sbagliato per cambiare stile di vita, e iniziare in questo momento ci può essere utile per evitare di accumulare ulteriore peso che andrebbe inevitabilmente a sommarsi a quello causato dai bagordi Natalizi; inoltre sin da ora delle regole di buona alimentazione costituisce un freno non indifferente che ci impedisce di abbuffarci in maniera indiscriminata; altro vantaggio è che sicuramente evitiamo di riempirci la casa di cibi sicuramente ipercalorici che attentano alla nostra linea non solo nei giorni di festa, ma in tutto il lungo periodo Natalizio. Quindi rimandare il problema peso a dopo le feste, non è sicuramente un’ottima idea: il risultato sarà che oltre ai chili accumulati sino ad ora dovremo perdere quelli che si accumulano a causa di cenoni e spuntini vari.

E’ inutile pensare di fare i virtuosi durante il cenone di Natale o di Capodanno, ma sicuramente si può fare molto per evitare danni notevoli: innanzitutto sarebbe opportuno scegliere accuratamente ciò che si vuole mangiare, dare più spazio ad alimenti per i quali vale veramente la pena di sgarrare.

Evitiamo inoltre di passare tutte le festività chiusi in casa: prendiamoci la sana abitudine di fare almeno una passeggiata al giorno, che oltre ad essere un’ottima occasione per stare all’aria aperta, ci aiuta sicuramente a bruciare qualche caloria in più.

Altro modo per evitare i chili di troppo dovuti a pranzi e cenoni, se voi siete i padroni di casa,  è quello di preparare una quantità di cibo che sia commisurata al numero reale di commensali: evitando di preparare portate per il doppio delle persone che di fatto prenderanno parte ai nostri pranzi festivi si eviteranno sicuramente notevoli sprechi (d’altronde la crisi c’è e si sente!) e soprattutto non avremo per giorni e giorni il frigo pieno di avanzi che a volte sono un attentato alla linea più dello stesso pranzo di Natale. Cerchiamo inoltre di limitare il numero di portate: dieci antipasti, due primi, due secondi e per finire almeno due tipi diversi di dolce secondo me sono un po’ eccessivi. Che ne dite? Il risultato sarà sicuramente che oltre a mangiare inevitabilmente troppo il giorno di Natale, si mangerà troppo per alcuni giorni successivi, nell’intento di sprecare meno roba possibile, per non parlare poi di tutto ciò che inevitabilmente finirà nel bidone della spazzatura.

Inoltre preferite porzioni piccole, ricordatevi che siete responsabili sia della vostra linea che di quella dei vostri ospiti, i quali volendo potranno sempre servirsi una seconda volta.

I giorni successivi in mancanza di tanta roba avanzata si potrà recuperare dando preferenza a cibi leggeri a base di verdure come minestre e passati, evitando in ogni caso di saltare i pasti; limitando carboidrati e grassi, evitando insaccati e formaggi e cercando di bere almeno un litro e mezzo al giorno in modo da favorire la diuresi e combattere la ritenzione idrica che spesso si accompagna ai pasti abbondanti e troppo elaborati.

Infine se proprio a Natale ci si lascia andare a pasti e spuntini abbondanti, poco male, l’importante è che non si tardi troppo a porre rimedio e vedrete che in poco tempo il peso che abbiamo accumulato non sarà altro che un lontano ricordo delle feste appena passate.

Relazioni fra BMI e infertilità

cicognaFra i molteplici fattori che influiscono negativamente sulla fertilità non dobbiamo dimenticarci dei problemi di peso, sia sovrappeso e obesità che eccessiva magrezza.

I dati epidemiologici confermano che i problemi di peso sono responsabili del 6% dell’infertilità primaria, ovvero del 12% dell’infertilità totale. In linea di massima, spesso  risolvere totalmente o parzialmente i problemi legati al peso, porta anche dei benefici alla sfera riproduttiva. E’ importante quindi che le persone che non riesco ad avere un gravidanza spontaneamente, nelle quali siano presenti anche problemi legati al peso, prima di sottoporsi a terapie per l’infertilità che sono il più delle volte invasive e impegnative e soprattutto costose, recuperi il proprio peso-forma: spesso in donne obese basta anche un calo ponderale pari al 10% del proprio peso corporeo per risolvere le difficoltà relative alla procreazione. Il ginecologo dovrebbe quindi sempre incoraggiare la perdita di peso prima di far iniziare un qualsiasi trattamento, anche per scongiurare le varie complicanze che potrebbero verificarsi nel caso di un’eventuale gravidanza.

Uno dei problemi principali che causano l’infertilità sia nelle donne obese che in quelle notevolmente sottopeso sono le .

Ma quali sono i motivi per cui il peso influenza il ciclo mestruale e di conseguenza la capacità riproduttiva? Una spiegazione sta nel fatto che può verificarsi un’alterazione nella produzione degli ormoni steroidei che interferisce appunto con la regolazione del ciclo mestruale portando ad una riduzione numerica delle mestruazioni fino anche all’amenorrea.

Nelle riserve di grasso del corpo è presente un ormone (androstenedione) che può dare origine all’estrone in modo continuativo; la presenza continuativa e non ciclica, come nella norma, di estrone determina un’alterazione della regolazione delle mestruazioni. Più si ingrassa e più aumenta la quantità di androstenedione, fino a scompensare la funzione riproduttiva. Le donne obese hanno quindi un eccesso di estrogeno, mentre, al contrario, le donne sottopeso hanno un deficit di estrogeno, ma entrambe le condizioni portano a cicli riproduttivi irregolari. Le donne obese spesso possono anche avere crescita di peli sull’ addome,  sul viso e tra i seni (la causa è l’aumentata produzione di androstenedione e testosterone, un ormone maschile). (Registro Nazionale Procreazione Medicalmente Assistita)

Nelle donne obese si osserva, inoltre, l’alterazione metabolica dell’ insulinoresistenza, che è spesso associata alla sindrome dell’ovaio policistico (le ovaie presentano una micropolicistosi dei follicoli: i follicoli continuano a produrre estrogeni in modo costante senza permettere il verificarsi delle condizioni che portano all’ovulazione). Il 40-50% delle donne obese si trova in questa condizione. Inoltre, gli eccessivi livelli di insulinemia ed un ridotto metabolismo degli zuccheri (cui è deputata l’insulina) aumentano il rischio di sviluppare sia diabete gestazionale che di tipo II.

La perdita di peso anche solo del 5% nella maggior parte dei favorisce il ritorno di cicli mestruali regolari e ovulatori ripristinando in questo modo la fertilità.

Anche le donne sottopeso (con meno del 22% di grasso corporeo) soffrono, molto spesso, di amenorrea, è noto infatti che le mestruazioni iniziano solo dopo che le riserve di grasso hanno raggiunto il livello soglia. Le atlete e le giovani donne con problemi di eccessiva magrzza, che spesso hanno dei livelli di adipe al di sotto di tale valore, possono presentare amenorrea e un alterata funzione riproduttiva. Anche in questo caso recuperare almeno il 90% del peso-forma significa tornare ad avere mestruazioni ed essere fertili, anche se questo succede in una percentuale più bassa rispetto alle donne obese (resta, infatti, un 13-30% dei casi in cui intervengono altri fattori come ansia o disordini alimentari che  ostacolano il recupero della funzione ovulatoria). E’ dimostrato che una attività fisica troppo intensa nelle bambine e nelle adolescenti (come lo sport a livello agonistico o la danza classica) porta ad un ritardo del menarca proprio per la scarsità di tessuto adiposo. Anche i caratteri sessuali secondari compaiono in ritardo.

Al contrario nelle adolescenti obese, invece, il menarca e lo sviluppo sessuale sono precoci a causa dell’accumulo di estradiolo.

Anche per gli uomini l’obesità rappresenta un fattore di rischio per l’infertilità. E’ stato dimostrato che uomini sovrappeso o obesi possono avere alterazioni sia nel numero di spermatozoi che nella percentuale di motilità (oligoastenospermia) , rispetto agli uomini con BMI nella norma. Inoltre, l’obesità può avere un effetto indiretto sulla funzione erettile in uomini con problemi di cuore o diabetici (American Society for Reproductive Medicine).

 

 

 

A volte basta poco………..

Molto spesso siamo convinti che per perdere peso si debbano fare dei sacrifici enormi, senza pensare che facendo delle piccole modifiche al nostro modo di mangiare e soprattutto al nostro modo di vivere, possiamo raggiungere dei risultati insperati. Questo modo d’agire è sicuramente più semplice di qualsiasi dieta, in quanto non porta molti sconvolgimenti alle abitudini della persona ed è perciò maggiormente accettato.

I cambiamenti possono essere fatti gradualmente e non necessariamente tutti nello stesso tempo, possiamo pensare per esempio di diluirceli nell’arco di una settimana o più, l’importante è che non abbiamo la pretesa di vedere subito i risultati.

In primo luogo scegliamo bene gli alimenti, cercando di optare per quelli che ci consentono di risparmiare un po’ di calorie: per esempio scegliendo il latte parzialmente scremato si risparmiano 12 calorie che possono sembrare poche, ma se per esmpio ne beviamo 200 ml diventano 24 e se ne beviamo due volte al giorno ecco risparmiate ben 48 calorie!

Riducete gradualmente la quantità di zucchero, a volte si esagera senza sapere che un cucchiano di zucchero di uno yogurt o di un etto di ciliege. Dolcificando il caffè con 5 grammi di zucchero anzichè 10 scendiamo di circa 40 calkorie

Se poi optiamo per i cereali integrali , mangiando 100 grammi di pasta integrale abbiamo risparmiato circa 32 calorie, che si uniscono ad altre se pure il pane sarà integrale.

Per quanto riguarda i condimenti impariamo a dosare l’olio, ci renderemo presto conto che i cibi sono molto più buoni anche se non galleggiano nel condimento: 10 grammi di olio ci apportano 90 kcal. Olio si, ma con parsimonia.

Riduciamo anche la quantità di sale sia nella cottura che nei condimenti. Molto spesso si mangiano cibi il cui sapore è mascherato dall’ eccesso di sale. Ricordiamoci che l’apporto giornaliero di sodio potrebbe essere soddisfatto da quello che è naturalmente contenuto negli alimenti, inoltre un eccesso può essere  la causa di disturbi come ipertensione e ritenzione idrica.

Preferite possibilmente alimenti freschi e da preparare in casa, così sapete con certezza cosa ci mettete dentro. I cibi in scatola e le minestre pronte sono molto comodi, ma molto spesso è difficile stabilire la quantità di grassi e di sale contenuti.

Imparate a leggere le etichette degli alimenti confezionati che consumate, in questo modo si potrà essere in grado di scegliere quello che ci consente di diminuire l ‘apporto calorico complessivo della giornata: per esempio sio può sostituire un formaggio ad alto contenuto di grassi con uno in cui la percentuale di lipidi è più bassa. Anche qui il risparmio è assicurato.

Riducete al massimo il consumo di sostanze alcoliche e di bevande zuccherate, sono calorie di cui a volte ci dimentiachiamo, ma ciò non significa che finiscano nel nulla: a lungo andare il bicchiere di birra o il succo di frutta si fanno sentire e contribuiscono a far diventare il vostro bilancio energetico positivo.

Ogni tanto concedetevi ciò che vi piace, ma nella giusta misura. Ricordatevi che le abbuffate oltre ad essere nemiche della vostra linea lo sono anche della vostra salute.

Queste sono solo alcune delle piccole modifiche che noi tutti possiamo apportare alle nostre abitudini  per far si che il nostro bilancio energetico vada in pareggio o nei casi in cui è necessario, diventi negativo, cioè le calorie introdotte siano inferiori a quelle consumate, che è in definitiva l’unico modo per diminuire di peso; non necessariamente dobbiamo sottopporci a diete definite miracolose o a regimi dietetici dai nomi esotici che più il più delle volte  sono delle vere e proprie punizioni.

Dieta Mediterranea

InnaDieta mediterraneanzitutto che cosa è la dieta mediterranea e cosa prevede? Non è soltanto un modello alimentare, ma rappresenta un vero e proprio stile di vita tipico delle aree del bacino del Mediterraneo tra cui ovviamente anche la nostra cara Italia. Essa è stata abbandonata nel periodo del boom economico degli anni sessanta e settanta perché ritenuta troppo povera e poco attraente rispetto ad altri modelli alimentari provenienti in particolare dalla ricca America, ma ora sta sicuramente riconquistando, un posto di rilievo tra i modelli nutrizionali, e si sta nuovamente diffondendo fra i consumatori.

Il termine dieta mediterranea risale al dopoguerra, quando venne notato che l’incidenza delle malattie cardiovascolari in Grecia era molto minore rispetto a quella degli Stati Uniti; fu allora che Ancel Keys,  Fisiologo americano, ipotizzò che questo dipendesse in larga parte dalle abitudini alimentari dei due popoli. La sua tesi venne supportata da uno studio, iniziato negli anni 50 che mise a confronto lo stile di vita di individui di diversi paesi, cioè Finlandia, Grecia, Italia, Iugoslavia, Giappone e Stati Uniti. I risultati dello studio detto Seven countries study (Studio delle sette Nazioni) confermarono l’ipotesi di Keys, e cioè che l’incidenza di alcune malattie è strettamente legata al tipo di alimentazione seguita, e che il tipo di grassi utilizzati  ha una grande influenza sull’ insorgenza di  malattie cardiovascolari.

Da allora sono stati fatti numerosi studi e tutti sono a favore dell’ipotesi che la dieta Mediterranea per il momento è l’unico modello alimentare equilibrato e valido, adatto a qualsiasi età e etnia, e in grado di diminuire il rischio delle “malattie del benessere” (obesità, diabete, ipertensione, disturbi gastrointestinali) e di diversi tipi di tumore.

Nel 2010, la dieta mediterranea è stata proclamata patrimonio orale e immateriale dell’umanità (www.unesco.it).

Ma in pratica cosa prevede una corretta alimentazione in stile Mediterraneo? Fondamentalmente si basa su una riduzione dei grassi animali, con conseguente predilezione di quelli vegetali, con particolare riguardo all’olio extravergine d’oliva. Ridurre i grassi animali porta inevitabilmente ad un ridimensionamento della quantità di carne che viene portata sulle nostre tavole, limitandola ad un massimo di tre volte alla settimana, e preferendo le carni bianche a quelle rosse.

Diminuendo  la quota di proteine derivanti dalla carne è necessario incrementare la quantità di pesce e di legumi, entrambi importanti fonti di questi nutrienti. Così facendo si aumentano le fibre che introduciamo quotidianamente, contribuendo a facilitare le funzioni gastrointestinali e aiutando a mantenere il benessere, ma questo è reso possibile solo col consumo quotidiano di alimenti sani e freschi, limitando al massimo i  cibi pronto o in scatola: la dieta mediterranea punta infatti sugli alimenti freschi e di stagione, che offrono il massimo delle sostanze nutritive e sono ricchi di vitamine e minerali.

In definitiva in una dieta Mediterranea che si rispetti il  totale di calorie giornaliere deve derivare per il 55-60% dai carboidrati, il 25-30% dai grassi e solo il 10-15 % dalle proteine. I veri protagonisti sono quindi olio extravergine d’oliva, cereali possibilmente non raffinati, frutta e verdura, che con un’adeguata aggiunta di latticini, uova,  pesce e poca carne contribuiscono ad ottenere un’alimentazione, che oltre ad essere equilibrata è anche piacevole e notevolmente variata, non dimenticandoci che non è il singolo cibo che ne determina la validità e gli effetti benefici, ma sono l’insieme delle abitudini alimentari, la combinazione dei vari cibi , la varietà e lo stile di vita complessivo.

 

Nuova sede: Cagliari

DimagrireComunico che da Novembre 2011 svolgerò la mia attività anche a Cagliari in Via Turbigo 8. A tutti i clienti che nei mesi di Novembre e Dicembre prenoteranno il primo appuntamento in questa sede verrà effettuato uno sconto del 30% sulla prima visita.